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Ritiro estivo
Liberarsi dalle antiche memorie degli antenati....dal 30 luglio al 4 agosto

Liberarsi dalle memorie generazionali


 

Il nostro equilibrio emozionale e la vitalità psicofisica sono inconsapevolmente dipendenti dai rapporti familiari che , in età precoce, hanno ricevuto stimoli e informazioni non tutte ben integrate nel processo cognitivo e nel viaggio verso la completa autonomia.
Le fasi evolutive dell’infanzia all’interno delle quali non ci sia stata una buona comunicazione  tra genitori e figli spesso generano disarmonia interiore e causano nell’età adulta, stress e somatizzazioni oltre che difficoltà relazionali con il mondo esterno.

In questo articolo focalizzo l’attenzione sul triangolo familiare, sistema che inizia dai tre anni circa e che, per esperienza, con l’uso di test kinesiologici, trovo spesso fuori fase.
In almeno  il 70% delle persone questa funzione non è ben integrata, ciò significa che , pur se a livello razionale esiste il riconoscimento dei nostri genitori, inconsciamente una di queste due figure non si colloca nella corretta posizione di sostegno che dovrebbe assumere. Il meccanismo conseguente è l’installazione  di un programma che altera il segnale, non si percepisce  e non si vive totalmente il ruolo di figlio all’interno del nucleo familiare.


Immaginiamo o disegniamo un triangolo e posizioniamo noi e i nostri genitori. Diventa interessante osservare dove ognuno di noi si vede e dove colloca il padre e la madre.

Quando entrambi i genitori vivono in armonia con il proprio genere sessuato e svolgono il proprio compito il figlio o la figlia si posiziona tra questi due sistemi, maschile e femminile, senza fondersi con  uno dei due.

Il desiderio di fusione che avviene dal concepimento allo svezzamento possiede in sé i suoi potenti benefici e ha il compito di accompagnare verso l’autonomia l’essere umano. L’evoluzione che segna il passaggio dalla relazione di fusione a due madre-neonato a quella  madre –figlio -padre mette in gioco tre attori, ciascuno con il proprio ruolo ben definito.
Una volta trovati i punti di riferimento, il bambino proietta l’affetto particolarmente verso il genitore del sesso opposto entrando in quello che per la psicanalisi è considerato il complesso di Edipo per il maschio o di Elettra per la femmina. Secondo la definizione di C.G. Jung il desiderio di possedere la madre per il maschio e di possesso del padre per la femmina pone il bambino nella condizione di competizione con il genitore dello stesso sesso. Tale passaggio è riconosciuto fondamentale per la costruzione di relazioni sociali  ed è la prima affermazione di realtà sessuata, il processo risulta evidente tra i tre e i sette anni circa. E’ il primo rapporto con l’altro sesso e la costruzione del modello interiore.

Più avanti con l’età, al massimo durante l’adolescenza, avviene il superamento del complesso di Edipo, sempre che si siano verificate alcune condizioni. Se il genitore invece ha assecondato più o meno consciamente il desiderio di costituire una coppia il legame genitore – figlio può divenire patologico generando confusione nel ruolo di questi tre attori e provocando una dinamica comportamentale disfunzionale.

Il complesso di Edipo è un passaggio obbligato inscritto nella memoria cellulare umana, si tratta di un “archetipo”, forma mentale molto profonda.
Se in alcuni casi ci può essere soltanto un ritardo nella trasformazione di questa proiezione, in altri rimane attiva tutta la vita provocando deviazioni comportamentali che condizionano le relazioni sentimentali, familiari e sociali. Talvolta queste memorie rimangono dormienti per essere risvegliate con la nascita di un figlio o di un nipote.
Un esempio può riguardare le persone che cambiano spesso partner ma che non trovano mai “quello giusto” definendosi sfortunate e proiettando perennemente la colpa o le proprie frustrazioni verso l’altro sesso.
Molte volte esiste un “programma installato” a livello inconscio che porta  a pensare: “nessuno uomo potrà mai essere come mio padre” oppure  “non potrò mai amare un’altra donna più di mia madre”  o “ nessuna donna sarà come mia madre”.  E’ possibile incontrare persone che fanno confronti tra il genitore in questione ed il partner ponendo quest’ultimo in posizione di inferiorità, di “non essere mai abbastanza” rendendo la relazione il più delle volte disarmonica e pesante.

Dinamiche del genere possono essere il terreno che genera  squilibri sul piano fisico e somatizzazioni a livello dei meridiani del cuore, del cervelletto e della cistifellea con diverse conseguenze come disordini del sistema nervoso dovuti a squilibri lipidici, disfunzioni cardiache, vomito, vertigini o infiammazioni di vario tipo.
Spesso, con la dinamizzazione di alcuni circuiti del corpo grazie alla Nutripuntura, sistema di attivazione delle funzioni cellulari che modula le informazioni favorendo la salute, si regolarizzano le correnti energetiche e, in tempi relativamente brevi, si possono ripristinare relazioni sane.
Liberando le proiezioni infantili è possibile ritrovare il proprio posto all’interno del triangolo familiare acquistando anche una maggiore vitalità organica.

Il triangolo familiare riguarda anche l’identificazione con il genitore dello stesso sesso che nel comportamento evolutivo del bambino è del tutto normale. Tuttavia anche questo processo dovrebbe arrivare a trasformarsi permettendo la propria espressione dell’identità maschile e femminile. Se ciò non avviene troviamo individui che esistono in funzione di un modello esterno rendendo fragili alcune dinamiche psichiche alterando diverse percezioni fino a generare  anche disturbi ossessivo - compulsivi.

L’identificazione con il genitore dello stesso sesso è molto più diffuso di quanto si immagini, addirittura si può affermare che tutti prima o poi abbiamo aderito o aderiamo a desideri alimentati dal comportamento del genitore stesso per attaccamento, senso di colpa o di riconoscimento per averci generato.
In psicanalisi questo processo è denominato “Edipo invertito”

Armonizzare il triangolo familiare permette al figlio, qualsiasi sia l’età, di prendere o riprendere coscienza del proprio ruolo e della propria identità ma soprattutto riconoscere l’indipendenza dei singoli attori nel nucleo familiare.
Un secondo aspetto accompagna l’armonizzazione al conseguente ruolo paterno e materno che la vita per evoluzione richiede di assumere generando di conseguenza rapporti  con i figli sereni e felici.


Ricercare e riportare l’equilibrio dei ruoli permette la liberazione delle dinamiche familiari e  memorie di antenati le cui energie risultano ancora essere prigioniere, rimaste impresse nel tempo a livello cellulare negli  atteggiamenti dei discendenti, tramandandosi di generazione in generazione.

Le dinamiche disfunzionali che riguardano la non identificazione di questi ruoli influiscono sulla produzione errata di neurotrasmettitori. In particolare, per quanto riguarda il ruolo figliare, la serotonina, coinvolta in importanti funzioni biologiche, può incidere su alterazioni dell’umore rendendolo ansioso  con conseguente abbassamento dell’ autostima oltre che la modifica dei bioritmi ed il ciclo sonno-veglia.
Una memoria del ruolo della madre influisce negativamente sulla noradrenalina, gli squilibri possono portare ad apatia, poca energia fisica e soffrire spesso di depressione.
Una figura paterna non ben riconosciuta altera l’acetilcolina, un composto molto importante che interviene nella contrazione del cuore e nella regolazione della pressione e nella trasmissione di impulsi nervosi.
L’Edipo nell’adulto  in ogni caso provoca carenza di dopamina, mediatore chimico la cui mancanza può essere il terreno per disturbi come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

L’esperienza con la Nutripuntura ha attivato nelle persone notevoli miglioramenti a livello umorale e caratteriale migliorando quelle che inizialmente erano difficoltà di relazione.
Coloro che hanno deciso di intraprendere la via alternativa della Nutripuntura hanno potuto constatare l’effetto sull’equilibrio dei comportamenti, l’attivazione della vitalità e la diversa espressione corporea. Attraverso il corretto uso di nutrimenti è possibile agire a livello, fisico, psichico ed emotivo facendo prevenzione ad eventuali pesanti somatizzazioni che potrebbero comparire con il tempo.

Se vuoi approfondire questa tematica o apportare un equilibrio nella tua vita  contattami al link qui sotto

Andrea Masiero
Nutripuntore certificato

cell. 3481045698

www.humanproject.it

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